Lingue

“Lingue”, il terzo disco di inediti di Tommaso Di Giulio uscito per Leave Music il 30 marzo 2018.
“Lingue” parla del bisogno di imparare a comunicare in modi diversi da quelli che conosciamo, di come occorra una lingua nuova per relazionarsi con una persona fondamentale della tua vita che viene colpita da una malattia che velocemente sottrae la memoria, l’autosufficienza e la percezione della realtà, o almeno di quella che condivide la maggior parte della gente. “Lingue” parla di viaggi in altre terre, di chi arriva da lontano, parla del sesso e delle sue proprietà magiche. E’ un disco pieno di corpi, che si muove per opposizioni tra luce ed ombra, sconfitta e resistenza, razionale ed irrazionale, l’amore ed il suo contrario. Si tratta di dieci canzoni elettriche che, per la prima volta per il cantautore, sono legate da un suono omogeneo ma profondamente originale. Ci sono l’amore per la psichedelia inglese e per le tre sacre B – Bowie, Battiato e Battisti – espresso non come citazione o imitazione di uno stile, ma ispirazione, traduzione personale di un suono o di una interpretazione della realtà. Il titolo “Lingue” nasce dal fascino esercitato dall’espressione inglese “speaking in tongues”, che sta ad indicare la glossolalia, una parola già usata dai Talking Heads che significa “parlare in altre lingue” e indica la pronuncia di ciò che sembra una lingua esistente ma è ignota a chi parla o a chi ascolta, parole mistiche e magiche, suoni ancestrali o sillabe apparentemente senza senso, come quelli che a volte sentiamo nei rituali religiosi di varie culture.

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