Lo Sapevi?

LO SAPEVI? 36 MANUALE DI RESISTENZA ALL’EVAPORAZIONE ESTIVA DEI NEURONI

by Costia

SEI ANTIDOTI AUTARCHICI ALL’INVASIONE DI DESPACITO

BattiatoSiete anche voi in preda al delirio pre-estivo e all’allergia da intolleranza a “Despacito”? Anche a voi capita in questi giorni di accendere la radio o la Tv, in ginocchio dopo una giornata di melma che giunge al termine di un anno di melma, in cerca di un po’ di pace e di elevazione spirituale, e di imbattervi in tormentoni estivi ogni anno più brutti e ossessivi?

Niente paura, non siete alieni in un mondo di brutture: un antidoto a tanta crudeltà esiste, anzi sei, e noi della Leave siamo qui per voi, a ricordarvi che la bellezza salverà il mondo e a offrirvi sei italici brani per opporvi autarchicamente all’invasione letale dei vostri neuroni.

  1. METTERE SUBITO LE COSE IN CHIARO. Forse è bene cominciare da una presa di posizione netta e senza equivoci: è inutile reprimere il senso di leggero disgusto che ci assale ogni volta che parte il tormentone spagnoleggiante di turno o peggio ancora unirsi al festone in spiaggia cercando di imitare sculettamenti e balli che i nostri vicini di ombrellone imitano a loro volta da cantanti superpagate che imitano i rave dei ghetti… no, è impossibile credetemi, battiamo in dignitosa ritirata e gridiamolo forte: Odio l’estate(il brano risale agli anni sessanta, come ognun sa, e ne esistono decine di cover, alcune bellissime: noi vi proponiamo la più snob di tutte, quella a firma di Amalia Grè, giovane e raffinata pugliese, autrice di due cd d’esordio fulminanti nel 2003 e 2007 e apparentemente sparita nel nulla… Amalia dove sei?).
  2. NON PRENDERSI SUL SERIO: tanti anni fa esordiva sulla scena italiana un gruppo livornese dal nome bizzarro, ispirato ad una pianta dell’orto botanico di Pisa, Virginiana Miller. Il gruppo esordisce nel 1997 con un disco giustamente osannato dalla critica come un piccolo capolavoro, e che porta secondo me il titolo più bello in assoluto della storia del rock italiano: Gelaterie sconsacrate.

Nel disco, che contiene delle vere e proprie perle misconosciute della canzone italiana, riflessioni profonde sul segno di stagnazione che vive chi nasce in provincia, vi è anche spazio per un buffo ricordo preadolescenziale delle vacanze al mare di una volta, quelle in cui si occupava con tutto il clan familiare (zii e cani compresi) uno spazio di spiaggia per trascorrere una giornata al mare, mentre uno stupido senso di libertà si alternava alla rabbia inespressa di chi vorrebbe essere altrove … anche se non sa dove: allora, se proprio non potete sfuggire al vostro destino e siete condannati all’ammassamento balenare, almeno ricordatevi di non prendervi sul serio, e conservate uno sguardo distaccato e intimamente ribelle, come i Virginiana Miller di Tutti a mare

 

  1. CHIUDERSI IN CASA, STORDIRSI DI VINO E RACCONTI E ASPETTARE CHE PASSI. Un antidoto estremo è quello suggerito da Emidio Clementi e dai Massimo Volume (ne abbiamo parlato in una recensione qualche tempo fa: ARTISTA DEL MESE: EMIDIO CLEMENTI): passare le giornate chiusi in casa con un gruppo di amici fidati, a lasciare trascorrere le ore immersi nel silenzio della città svuotata dei suoi abitanti, in chiacchiere infinite sul futuro e su ideali, donne e avventure, come degli eroi a presidio di un immaginario fortino: “noi: gli eletti, riuniti in una casa che cadeva a pezzi, immersi nel silenzio dei pomeriggi d’agosto… e fuori, fuori la peste!” (ecco il link alla indimenticabile Stagioni, con il testo sotto, da gustare come un piccolo pezzo di letteratura)
  2. ANDARSENE A FA’ IL GURU: ecco un suggerimento che ci viene dal cuore: se potete andate via dalla pazza folla, portatevi un partner che assecondi con sguardo adorante le vostre fobie intellettualoidi, trovate una spiaggia solitaria (se ancora esistono) e rimbambite il vostro/ la vostra di dotte dissertazioni sul Libro di UR o sulla grazia inarrivabile dei Sumeri… non so perché ma funziona, e si rimorchia pure, a giudicare dall’eccentrico connubio tra il guru Franco Battiato, non proprio un Adone, e la bellissima Alice (ecco il manifesto dell’estate da guru: Summer on a solitary beach di Franco Battiato)
  3. ANDARE VIA DALLA PAZZA FOLLA: se non avete i mezzi per cercare una spiaggia solitaria (esistono, esistono, ma costano svariate migliaia di euro a settimana…) un’alternativa a buon mercato è installarsi in uno dei paeselli del Sud dimenticati da Dio e dai suoi abitanti: si rischia la follia, ma a suo modo è un’esperienza da fare, basta scegliere la compagnia giusta… chissà se Giovanni Gulino, Carmelo Pipitone e gli altri del gruppo Marta sui Tubi sarebbero disposto a rivelarci il luogo spettrale e affascinante dove hanno girato lo splendido video di “Perché non pesi niente… e magari a tornarci con noi… ecco il link, la canzone è tristissima e il testo mette i brividi, ma le immagini sono di una bellezza impareggiabile, soprattutto alla fine quando le ombre dei componenti del gruppo suonano sotto l’implacabile sole siciliano in un paese fantasma).
  4. RICORDARSI CHE PRIMA O POI L’ESTATE FINISCE… E LE COSE POSSONO PEGGIORARE! Ancora dall’ottimo “Gelaterie sconsacrate” dei Virginiana Miller (ve l’ho detto, è un disco meraviglioso, credetemi: ascoltatelo dall’inizio alla fine) un brano dall’atmosfera cupissima, che evoca la violenza ed il senso si leggero sgomento di quei momenti in cui si avverte una specie di elettricità nell’aria (“Oggi è un giorno che i ciechi vanno per casa sbattendo… dentro nascendo, crescendo, rumore di nuvole e vento; il vento, vedi, il vento va dove vuole” è il bellissimo verso di inizio), e ci si accorge improvvisamente che … “L’estate è finita” e nasce inaspettato un senso di rimpianto, perché era estate, cacchio, e si poteva fare tutto e… non abbiamo fatto abbastanza! E allora noi ve lo diciamo prima: non aspettate la fine dell’estate, l’estate è ora… (ecco i Virginiana Miller in un’esibizione dal vivo di “l’estate è finita”).

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