Lo Sapevi?

LO SAPEVI? #32: LA LUNA

by Costia

Le voyage dans la lune (Melies)

Le voyage dans la lune (Melies)

Il “losapevi” di questo mese non racconta una vera e propria storia, non ricostruisce un pezzo del passato o del presente  del rock né mette in evidenza il rapporto tra musica e  qualcos’altro: è solo un insieme di suggestioni, un viaggio immaginario attraverso le più belle impressioni suscitate nella parte poetica del rock dal nostro satellite. Una immaginaria playlist di brani ispirati da quell’oggetto misterioso e notturno che sorveglia le nostre notti dal cielo e che sembra essere lì a portata di mano eppure è quasi irraggiungibile, un po’ come i sogni…Sarà forse per questo che la Luna ha accompagnato alcune delle più belle pagine della musica moderna… ve le proponiamo così, un po’ a caso, seguendo il filo dei pensieri nostri e di alcuni dei nostri più amati rockers di ieri e di oggi.

Il primo brano, “You and moon”,  è forse il meno famoso del lotto, ma non sfigura affatto in mezzo ai tanti capolavori dedicati alla Luna. Siamo dalle parti della poesia pura con questo stupendo pezzo del cantautore anglo-turco Adem, che immagina di cercare la sua anima gemella nello spazio infinito, con un telescopio, e intravede l’amore nella bizzarra creatura che vede danzare con la Luna, proprio un attimo prima di perdere la speranza.E che parte senza pensarci un attimo, attraversa il cielo e lo spazio per raggiungere l’amore, e arriva alla Luna solo per accorgersi che la luce è bugiarda, riflette cose che non esistono più: l’immagine era vecchia, e ora il ballo è finito e vi è solo morte e buio. Vatti a fidare della Luna! Eccovi un link a “You and moon”.

Forse il brano sulla Luna più famoso della storia del rock è “Walking on the moon” dei Police, in cui Sting immagina di passeggiare sul satellite e, in assenza di forza di gravità, girovagare felice compiendo passi da gigante dalla sua casa a quella della sua bella (non ci sono case sulla Luna? E allora?)… una passeggiata infinita, lasciando alle spalle le paure (mi romperò le gambe? Si chiede il cantante ad un certo punto)… ed è bello sognare di poter camminare insieme, per sempre….Un testo poetico e sognante, accompagnato da una musica indimenticabile, suadente ed allusiva, con un giro di basso che ha fatto la storia della nostra musica. Eccovi il video originale dell’epoca, tra i primi della storia del rock:

E a proposito di camminate sulla luna, non si può non menzionare il passo di danza più noto del più grande ballerino del rock: ecco Michael Jackson esibirsi nel suo celeberrimo “Moonwalk”… (https://youtu.be/b6pomaq30Gg). A proposito, sapete che non è il grande Michael ad avere inventato questo passo di danza? La sua è una mera rivisitazione di un passo comune e conosciuto in tutte le sale da ballo degli anni venti e Trenta del secolo scorso. Non credete? Eccovi un video che racconta “le origini del moonwalk”, una vera chicca!

Ma la Luna richiama da sempre atmosfere romantiche e suoni morbidi, e non poteva mancare il grande poeta Nick Drake, che  ha dedicato alla luna un brano leggero e soffuso di dolcezza, ricordandoci che nessuno può essere alto tanto da arrivare alla luna, e che sarà la luna, una luna rosa, ad impossessarsi di tutti noi. Eccovi “Pink moon”, tra i suoi massimi capolavori: https://youtu.be/aXnfhnCoOyo .

Un altro “classicone” del genere è poi “Moonlight shadow” di Mike Olfield. In questo brano la Luna fa da semplice sfondo, e anzi non si capisce bene perché Olfield la inserisca alla fine di ogni verso, in una storia confusa e onirica in cui tutto e tutti finiscono per essere portati via da un’ombra prodotta dalla luce della Luna (si tradurrà così?)… ma noi al vecchio Mike vogliamo bene e gli perdoniamo questo testo un po’ nonsense, anche perché la musica è bella, perciò godetevela in questo video così vintage da non sembrare vero:

La canzone di Olfield vi sembrava senza senso? Dovete allora scaricarvi e leggervi il testo di questa “Moonage daydream” del compianto David Bowie; io non ho il coraggio, vi cito solo il primo verso per darvi un’idea: “I’m an alligator, I’m a mama-papa coming for you, I’m a space invader, I’ll be a rock and roll bitch for you”… è sufficiente? Eccolo in una spettacolare versione dal vivo, nella sua fase più aliena ed eccentrica (https://youtu.be/LaqMwE5NKaM)

Ma torniamo a tempi più recenti, con la semplice e struggente “Moon”, dedica alla Luna della cantante nota come This is the kit: la ragazza ricorda al suo partner il tempo in cui avevano tutto, perché l’uno aveva l’altro, e la Luna con loro… non è una bellissima definizione dell’amore? (https://youtu.be/Wopx0eXvUI0).

Spostiamoci ora di latitudine (almeno come suoni) e troviamo una Luna sorprendentemente triste ed opprimente nelle parole di “Luna y Sol” di Manu Chao. Il nostro satellite  incombe sui pensieri neri del protagonista del brano, che proclama al mondo che tutto è menzogna e non rimane che attendere l’ultima ora e la morte… Un testo depresso e sorprendente per chi ha conosciuto il cantante franco-spagnolo in toni assai più spensierati. Va però detto che il brano è comunque tra i più riusciti del nostro (https://youtu.be/Ka8u13mtVXk)

Il ballo al chiaro di Luna nella sua versione più romantica è invece descritto da Van Morrison nella sua “Moondance”, con il suo indimenticabile incipit (“Well, It’s a marvelous night for a moondance”…) sulle note di piano e contrabbasso spazzolate dai piatti di un drummer molto cool… (https://youtu.be/Vo3JznMhpWc)

E i nostri italiani? Si difendono bene, con una pattuglia di tutto rispetto.

La canzone più famosa è forse “E la luna bussò”, magnifico sberleffo reggae di una Loredana Bertè scatenata:

Ne esiste anche una versione più ggiovane di quel gran furbo di Fabri Fibra, intitolata “e la pula bussò”, dove si descrive la solita vita spericolata del trasgressivo a tutti i costi, sempre in fuga dalle forze dell’ordine, chissà poi perché (https://youtu.be/m4XcXDLMqhc).

Altrettanto famosa, e quasi coeva, la canzone intitolata semplicemente “Luna”, brano che ha segnato un’intera generazione di adolescenti e che ha lanciato nell’empireo del rock nostrano il buon  Gianni Togni, rimasto forse troppo a guardare il mondo da un oblò ed incapace di dare un seguito al successo stratosferico di questo suo brano di esordio. Eccolo dal vivo in un’esibizione in TV, in cui ha portato la sua Luna… “Sotto le stelle” ( e dove se no?)

Più recenti, “Luna” dei Verdena (https://youtu.be/AYcX-Wt7dcw) e “Luna” dei Negrita (eccola dal vivo: https://youtu.be/hgynKYb-zQc ), e la divertente e per nulla banale “Vengo dalla Luna” di Caparezza e la recente, interessantissima “Gli occhi della Luna” degli Ex-Otago (ecco il video: https://youtu.be/3QCNaCqG39g).

Chiudiamo con due pesi massimi del rock di ieri e di oggi: Pink Floyd e Radiohead, che alla Luna hanno dedicato non un brano ma addirittura un disco a testa.

L’ultimo cd dei Radiohead, da poco uscito, si intitola infatti “A moon shaped pool”… ed eccovi un assaggio delle sue atmosfere complesse e geniali con il brano più lunare di tutti, la magnifica “Glass eyes” (in una esibizione dal vivo, incantevole:

Infine, in quello che secondo molti è il più bel disco di tutti i tempi, “The dark side of the moon”, i Pink Floyd hanno messo in scena le nevrosi dell’uomo moderno (il lavoro, il tempo, il denaro, la morte…), insomma tutto quello che costituisce “la faccia oscura della Luna”, quella come noto sempre in ombra, e che rappresenta un po’ la parte meno razionale e più inquientante di cioascuno di noi. Tra i tanti capolavori di questo disco, vi proponiamo la chiosa finale, “Eclipse” perché riassume in sé il significato dell’album, ricordandoci che tutte le cose belle e brutte, tutti i sentimenti e le nostre esperienze, sono destinati ad essere inghiottiti dalla parte oscura, perché tutto ciò che è sotto il Sole finisce prima o poi assorbito da un’eclisse di Luna (https://youtu.be/WZtfsokKSB0)

Insomma, la Luna, meglio averla amica, e sognare sotto il suo raggio, perché ad averla contro…

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